Osa per noi
La nostra galassia di fanatici comunisti affronta le magagne sociali perché ahimè entrano senza bussare nei locali della nostra scuola.
La vicenda di Osa Benson, utente del mondaccio, finito a Capanne, carcere, in tutti i sensi, ne è un esempio.
Morto in carcere il 18 novembre scorso, registrato come morto naturalmente dal carcere e dallo stato
italiano, ne venivo informato dalla comunità Nigeriana solita frequentare il nostro mondaccio.
Lo sgomento, l’indignazione , il realismo di chi l aveva conosciuto, come un colosso invincibile sempre sorridente, ci hanno convinto più dei referti ufficiali.
Con l’aiuto della nostra ex candidata Martina e di qualcun altro, abbiamo svolto indagini indipendenti, che avanzavano altri dubbi sulla meccanica della morte.
Prima azione , concordata con i familiari del povero Osa, la ricusazione dell’avvocato, che fino a quel
momento aveva seguito la vicenda.
Ha subentrato la compagna avvocata Francesca, avvocata di lunga militanza sciancatista.
Sotto il suo mandato legale , la novità della incriminazione di un compagno di galera per l’omicidio di Osa.
Una svolta, non certo definitiva, ma escludente la morte naturale.
Questo risultato oggi ha consentito il suo funerale.
Alla presenza di fratello nipote e amico, dei compagni Fabio, Barilari e Pinuccia, intervenuti a ricordare la centralità delle lotte per il ritrovamento della verità.

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