Il mondaccio per la pace
Al mondaccio si parla anche di politica, perché essere partigiani ovvero tenere ad una parte per noi è naturale: fa parte della nostra responsabilità civile.
Oggi si incontreranno quei due del mondo bene Trump e Putin. Rimaniamo sempre molto stupiti quando i nostri vicini, i nostri affini (appunto per non usare un nome troppo partitico come compagni e compagne) si strappano le vesti per questi personaggi di dubbia moralità.
Noi, come più volte abbiamo scritto, siamo studiosi e studiose e mal apprezziamo questi personaggi che sono chiamandoli in modo carino despoti.
Chi crede che il mondo possa essere salvato da un dittatore con campi di concentramento in Siberia e da un capitalista pronto a sfruttare qualsiasi risorsa (anche umana) per trarne profitto non può essere di certo annoverato tra persone a sinistra (per non essere sempre tacciati di comunismo!).
Credete che questi signori non vorranno nulla ma lavoreranno per la pace è da pazzi e credere che la pace in Europa la possa portare Trump vuol dire essere miopi. Vuol dire non capire che questo significa svendere l’Europa all’egemonia americana.(come ormai accade da anni)
La politica che sogna il mondaccio è fatta di brave persone, da persone che più che dire no agli ultimi elargiscono sì a chi ai bisogni.
E non possono essere felici di questi nuovi comandanti che cercano di spartirsi il mondo come fosse tutto roba loro, come fosse tutto un interesse economico.
Bisogna ripartire dall’ umano, dal dire basta a chiunque per il proprio interesse prevarichi.
Per far cessare le guerre bisogna smettere di pensare all’Occidente come il padrone del mondo, come la razza eletta.
Bisogna tornare a politici che vivono la politica come l’impegno civile più alto, la politica come responsabilità per far star meglio cittadini e cittadine.
E noi, al mondaccio crediamo che con questi politicanti non sia proprio aria.
Martina Leonardi
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