Miss, mia cara miss
Questo osceno sistema sociale vede nelle donne degli oggetti da possedere, come corpi di cui disporre a proprio piacimento, da far sfilare in costume davanti alla platea a ai giudici – che non sappiamo quali competenze abbiano per poter giudicare e per decidere la più bella – dove non c’è altro merito che non sia la bellezza. E Miss Italia è espressione di questo sistema sociale patriarcale per cui la donna viene vista solo per il proprio corpo, solo come proprietà del marito, del compagno. Espressione del sistema patriarcale che uccide le donne una ogni tre giorni e oggettifica la donna, non la percepisce cioè come una persona ma solo come un corpo.
Dicono ”Ma le ragazze sono libere di scegliere”… siamo sicure che le giovani donne stasera sul palco scelgono liberamente? Siamo sicuri che la scelta non sia condizionata dall’ambiente socioculturale in cui viviamo? Anche perché se le bambine crescono con questi modelli è poi naturale che “scelgano” Miss Italia.
È innegabile che il sistema sociale in cui viviamo è di tipo patriarcale. Non fosse così non ci sarebbe una donna morta ogni 3 giorni per mano del marito/compagno/ex. Non ci sarebbe il 25 novembre, le scarpe rosse, le panchine rosse. Non ci sarebbe l’8 marzo e la “festa” della donna. Non ci sarebbe il 1522, non ci sarebbero i centri antiviolenza, non ci sarebbero 32000 uomini, fra cui tanti di Gubbio, a condividere le foto delle moglie/compagne senza il loro consenso in un gruppo facebook chiamato ”MIA MOGLIE”.
Quando sei libera puoi decidere di essere la serva dell’ultimo lebbroso, ma quando sei schiava sei doppiamente schiava se ti credi libera perché accetti la cultura che chiama in modo gratificante la tua schiavitù, scriveva Carla Lonzi più di quarant’anni fa.
Noi continueremo a lottare per un futuro migliore dove le donne non vengono viste solo per il loro corpo e la bellezza come l’unico merito per cui sono viste e apprezzate. Nonostante le ancelle del patriarcato e gli uomini a loro agio in questo sistema che negano l’evidenza di vivere in un sistema di sopraffazione che dura da secoli e ha radici culturali, dove passa il messaggio che la bellezza femminile sia un valore che meriti un premio.
Le donne pensanti sono un’ istanza rivoluzionaria insieme ai compagni di strada che scelgono di combattere il sistema patriarcale, cercando di distruggerlo e di ricostruire un modello diverso, un mondo più giusto per tutte e tutti.
Come dice Michela Murgia:” Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva.”.
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